Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite. G.K.C.

Nicola Rosetti

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Gira la pagina sulla quale hai lavorato l’ultima volta in classe. Ti troverai così su due facciate bianche. Incolla la scheda sulla facciata di sinistra. Se hai qualche dubbio non incollare la scheda e aspetta le indicazioni dell’insegnante in classe.

LE FOTOCOPIE NON DEVONO ESSERE RITAGLIARE

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Scarica, stampa e incolla la fotocopia sulla domenica di Pasqua

Gira la pagina dove hai svolto la lezione “L’IRC e le altre materie”. Ti troverai così su due facciate bianche. Incolla la scheda sulla facciata alla tua sinistra come indicato in foto. Se hai qualche dubbio non incollare la scheda e aspetta le indicazioni dell’insegnante in classe.

LE FOTOCOPIE NON VANNO MAI RITAGLIATE

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Introduzione

Gentili genitori, anche se il testo che segue è piuttosto lungo, vi invito a leggerlo con attenzione, poiché riguarda importanti aspetti dell’ora di Religione Cattolica (IRC) che i vostri figli frequenteranno. L’idea di rivolgermi a voi all’inizio dell’anno scolastico mi è stata suggerita dall’esperienza, poiché vorrei evitare inutili e sterili polemiche che ogni anno puntualmente si ripresentano, che altro non fanno che minare il sereno svolgimento delle attività didattiche e che possono essere risolte se i genitori sono preventivamente informati su cosa è l’IRC e cosa si svolge durante questa ora.

Che cos’è l’IRC e perché studiarla a scuola

Come dice il nome stesso della materia, l’IRC è una materia confessionale (cioè impartita secondo gli insegnamenti della Chiesa Cattolica), tuttavia è laico il modo di insegnarla. Cosa significa ciò? Che può frequentare l’IRC qualsiasi alunno, in maniera indipendente dal suo credo religioso. Infatti, il fine dell’IRC non è quello di formare credenti (come avviene con il catechismo), ma di aiutare gli alunni a conoscere la religione cattolica, che è parte integrante del patrimonio storico, artistico e culturale dell’Italia e dell’Europa.
La religione cristiana ha plasmato la cultura occidentale che diventa difficilmente comprensibile se si è a digiuno dei più elementari contenuti della religione cattolica: è possibile pensare la Divina Commedia di Dante o i Promessi Sposi di Manzoni, il Giudizio Universale di Michelangelo o la Vocazione di San Matteo di Caravaggio fuori dal contesto del Cristianesimo?

La scelta di avvalersi o meno dell’IRC

La scelta di avvalersi o meno dell’IRC è effettuata all’atto di iscrizione ed è valida per tutto l’anno scolastico: non è possibile richiedere di modificare la scelta in corso d’anno, sia per motivi organizzativi, sia per rispetto del lavoro dell’insegnante che ha avviato un lavoro per ogni singolo alunno.
È assolutamente errato parlare di “esonero”: si viene esonerati da una materia impartita in maniera obbligatoria (ad esempio da Scienza Motorie e Sportive per motivi di salute debitamente certificati). Per quanto riguarda l’IRC si parla di “avvalentesi” e “non avvalentesi” in quanto è la famiglia che sceglie, appunto, se avvalersi o meno di tale insegnamento. Una volta scelto di avvalersi, l’IRC diventa una materia curricolare come tutte le altre, con pari dignità educativa e culturale. L’insegnante di Religione Cattolica ha tutti i diritti e i doveri degli altri insegnanti e, essendo parte integrante del Consiglio di Classe, concorre alla fine dell’anno alla promozione o alla non promozione degli alunni che si avvalgono di tale materia.

Rapporti con l’insegnante

La collaborazione dei genitori con l’insegnante è un elemento indispensabile per la buona riuscita delle attività didattiche. Al fine di impostare i rapporti nella forma più corretta possibile, ogni volta che si presenta un dubbio, una perplessità, una richiesta di chiarimento, sarà necessario contattare il sottoscritto per richiedere un colloquio.
Risulta ad esempio del tutto sgradevole e scorretto che, per banali incomprensioni, del tutto risolvibili tramite colloquio, si faccia richiesta di parlare col preside, il quale, giustamente, per il ruolo che ricopre, non è tenuto a sapere ciò che accade in classe per quanto riguarda la didattica.
Risulta anche poco piacevole che questioni personali vengano trattate su social network come Whatsapp o simili o che, per le stesse, si mandino avanti i rappresentanti di Classe i quali, come dice il nome stesso, rappresentano gli interessi generali della classe e non sono i portavoce dei singoli genitori.
Pertanto, poiché è compito degli insegnanti aiutare gli alunni nella loro crescita e affiancare i genitori nel loro primario diritto educativo, le signorie vostre sono caldamente invitate a istaurare un clima sereno e collaborativo evitando contrapposizioni e proteste che, rivelandosi spesso pretestuose e infondate, si ripercuotono negativamente prima di tutto sugli alunni.

IRC e nuove tecnologie

Durante l’ora di Religione Cattolica intendo avvalermi delle nuove tecnologie, che tuttavia non sostituiranno i cosiddetti metodi tradizionali. Il materiale sarà fornito attraverso il mio sito internet (www.nicolarosetti.it), attraverso la piattaforma Edmodo.
Edmodo è un’app dedicata all’apprendimento. Gli alunni, dopo aver ricevuto il vostro consenso, si registreranno a questa piattaforma, creando un account (Username e Password). Il sistema è assolutamente protetto, in quanto gli alunni, una volta registrati, non potranno essere contattati da altre persone (per intenderci, non è possibile chiedere l’amicizia, come avviene su Facebook). Gli alunni non potranno comunicare fra di loro (Edmodo non è una chat come Whatsapp). Il sistema invece dà la possibilità di comunicare con l’insegnante, tuttavia nessun tipo di risposta verrà fornita dal sottoscritto, poiché ogni tipo di chiarimento su lezioni e compiti deve avvenire in classe. Gli alunni riceveranno dunque il materiale sul gruppo classe oppure dovranno rispondere a dei quiz (tutti i dati raccolti saranno utilizzati solo ed esclusivamente in ambito didattico, sono protetti e non verranno divulgati in nessun modo). Tutte le comunicazioni che riguardano l’IRC (ivi compresi la comunicazione dell’orario di ricevimento, avvisi di uscite didattiche, ecc.) avverranno tramite Edmodo.
Ecco riportati i principali benefici che si possono trarre dall’utilizzo della classe virtuale:
– La possibilità di inviare compiti e comunicazioni attraverso l’app fa risparmiare tempo in classe. Per l’insegnante di Religione Cattolica, che ha 60 minuti contati a settimana (che diventano 50 per gli alunni che hanno l’IRC ridosso della ricreazione), anche il risparmio di un paio di minuti è prezioso!
– Specialmente per gli alunni delle classi prime, i compiti arrivano in maniera chiara e puntuale
– La piattaforma Edmodo permette la condivisione di link, foto e video che possono essere utili per l’apprendimento e rendono la materia sempre viva e attenta a ciò che accade
– Il linguaggio digitale è oggi il linguaggio dei ragazzi. La classe virtuale permette di veicolare i contenuti didattici in modo comprensibile ed adeguato alle giovani generazioni
– Edmodo permette all’insegnante di avere un quadro sullo svolgimento dei compiti, sulla loro periodica esecuzione e sui loro risultati raggiunti
– I genitori avranno la possibilità di seguire di volta in volta le attività didattiche

Per quanto riguarda l’eventuale utilizzo del cellulare in classe per ricerche didattiche è importante ricordare che
– Il cellulare non verrà utilizzato durante tutte le lezioni
– L’uso del cellulare è consentito solo ed esclusivamente su richiesta dell’insegnante
– Il telefono deve essere appoggiato al tavolo, come se si stesse utilizzando un tablet o un pc
– Gli alunni che faranno uso scorretto del cellulare, verranno segnalati sul registro di classe e, se in seguito persisteranno, potranno anche essere sospesi per un giorno dalle lezioni
– Il cellulare dovrà essere tassativamente spento quando richiesto dal docente

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L’anno scolastico è ormai avviato in tutte le regioni d’Italia e questo è forse il momento più opportuno per svolgere la riflessione che ora proponiamo. Ci si interroga spesso su quanto sia adeguato il nostro sistema scolastico nella preparazione degli alunni sia in ambito umanistico che scientifico. Più rara è la riflessione sui contenuti religiosi che la scuola, sia pur da un punto di vista laico, offre. Riflessione che è comunque ineludibile, visto che il cristianesimo, senza ignorare gli apporti di altri fattori, costituisce l’alfabeto della cultura italiana ed europea.

Non vogliamo parlare dell’ora di religione, ma del peso che la religione ha nelle altre discipline. Se si guarda con obiettività ai contenuti religiosi presenti in maniera trasversale nelle diverse discipline, il quadro è piuttosto desolante. Infatti, il clima culturale, non particolarmente favorevole al cristianesimo, non aiuta i ragazzi a formarsi un’idea completa su problematiche di tipo religioso.

Proviamo ad addentrarci nello specifico. Si potrebbe partire dall’ambito storico. Gli alunni italiani studiano abbastanza bene il Concilio di Trento e ciò che è legato alla Controriforma, ma, al termine del loro percorso scolastico, molto difficilmente avranno sentito anche solo nominare il Concilio Vaticano II. Ciò inevitabilmente porta ad avere una visione della Chiesa che non corrisponde alla realtà di oggi. Per fortuna, invece, in sede storica, al monachesimo è sempre riconosciuto un ruolo fondamentale nella conservazione della cultura durante il Medioevo.

Per quanto riguarda il contributo che il cristianesimo ha offerto alla nascita e alla crescita della scienza, esso è praticamente ignorato. Sebbene una moltitudine di uomini di Chiesa, chierici e laici, si siano occupati di scienze, nell’immaginario dei nostri ragazzi rimangono impressi solo quei momenti in cui fra scienza e fede ci sono stati dei contrasti, come nel caso Galilei o nella questione dell’evoluzione.

La quasi totalità degli studenti ritiene che i brani della genesi e le teorie scientifiche sull’origine dell’universo siano in assoluto contrasto, ignorando che la teoria del Big Bang sia stata formulata dal sacerdote belga Georges Lemaître. Si dica la stessa cosa per quanto riguarda l’eliocentrismo, riscoperto nel XVI secolo da un altro ecclesiastico, Nicolò Copernico.

Passando al campo delle arti figurative, il ritorno di un nuovo analfabetismo religioso rende a volte non completamente fruibili le opere d’arte sacra. I manuali magari si soffermano abbondantemente sui materiali utilizzati, sulle tecniche di realizzazione, ma raramente si interessano alle concezioni religiose che hanno dato vita a quelle espressioni artistiche. Un tale approccio risulta oggettivamente mutilo: non è possibile ignorare che quelle opere furono commissionate da ecclesiastici al fine di istruire il popolo e di alimentare in esso la devozione. Non è poi così raro trovare alunni che nel loro percorso scolastico non abbiano mai messo piede in una chiesa durante una gita!

Le cose vanno forse un po’ meglio nel campo della letteratura. Il Cantico delle creature viene in modo unanime riconosciuto come uno dei primi testi della lingua italiana. I due giganti della letteratura italiana, Dante e Manzoni, obbligano a misurarsi con delle concezioni religiose. Tuttavia, non di rado, le questioni espressive e stilistiche prevalgono sui contenuti, sulle domande di senso che questi autori gridano.

Sono quasi totalmente ignorati gli autori contemporanei che nella loro produzione letteraria si sono misurati con questioni attinenti alla fede, con la conseguenza che si ingeneri l’idea tali problematiche siano relegate al passato e l’uomo di oggi non si curi della dimensione religiosa.

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