Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite. G.K.C.

Non pochi intellettuali cattolici dell’800 erano soliti affermare che la maggior parte degli errori in circolazione nel loro tempo era di natura filosofica e non teologica, attenevano cioè alla ragione più che alla fede. Possiamo dire la stessa cosa riguardo all’oggi. Un esempio lampante è dato dall’uso dei termini “laici” e “cattolici”. Lo schema dello scontro laici-cattolici viene proposto in varie circostanze come quando ad esempio si parla di aborto… da come i media presentano le cose sembra che chi è laico è a favore dell’aborto e chi è cattolico è contro, ma questo, oltre a essere banale, è anche assurdo: anche chi non condivide la prospettiva cattolica può essere contrario all’aborto. La soppressione di una vita innocente è una cosa talmente brutale che non occorre la fede per disdegnarla… dovrebbe bastare la semplice ragione. Parlare dunque di “laici” e “cattolici” mi pare nella migliore delle ipotesi, grossolano e improprio.

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