Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite. G.K.C.

Già ieri abbiamo scritto qualcosa sul cinquantesimo compleanno dell’Europa ricordando come siano stati tre cattolici (Konrad Adenauer, Alcide de Gasperi e Robert Schuman) a volere unito il nostro continente.In occasione di questa ricorrenza così importante, il Papa si è pronunciato in maniera profetica sul destino dell’Europa: sotto il profilo demografico – ha detto –  il continente rischia il congedo dalla storia. E ha proseguito dicendo che dimenticando i valori e il cristianesimo l’Europa rischia una apostasia da se stessa, prima ancora che da Dio.Benedetto XVI ha anche osservato che il processo dell’unificazione si rivela non da tutti condiviso e sembra che i suoi capitoli siano stati scritti senza tener conto delle attese dei cittadini. Con esemplare chiarezza il Papa ha dunque tracciato l’itinerario che l’Europa deve seguire se vuole appartenere al futuro: 1) più politiche in favore della natalità, 2) riscoperta delle radici cristiane del nostro continente, 3) Maggiore attenzione alla dignità della persona umana.

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