Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite. G.K.C.

Chissà cosa pensa dall’alto del paradiso l’anima valorosa ed eroica del Beato August Clement von Galen, il vescovo di Monaco che si oppose durante il nazismo alla politica eugenetica di Hitler. Eh sì, perché sicuramente vede dall’alto del cielo nella società di oggi elementi di continuità con quanto di più atroce accadde sotto il nazismo. Fortunatamente quaggiù sulla terra ci ha pensato il Papa a mettere in guardia tutti gli uomini a riguardo della cultura anti-vita che si sta facendo largo col discorso pronunciato sabato davanti ai membri della Pontificia Accademia per la Vita. Il Papa ha puntato il dito contro:

1)      le forti pressioni per legalizzare l’aborto nei paesi dell’America Latina e in quelli in via di sviluppo

2)      l’incremento delle politiche per il controllo delle nascite (di chiaro sapore Maltusiano nda)

3)      l’uso di tecniche eugenetiche alla fine di ottenere il figlio perfetto (in piena continuità con la logica nazista di cui si diceva poco prima)

4)      i tentativi di legalizzare l’eutanasia (anche qui il legame con Hitler è forte)

Il Papa ha poi costatato che oltre a questa cultura anti-vita l’istituto della famiglia viene screditato con l’istituzione di forme alternative al matrimonio. La distruzione della famiglia, vecchio sogno dell’ideologia comunista, sta avvenendo con la complicità dei mezzi di informazione e di potenti lobby come già il Santo Padre aveva fatto notare in un precedente discorso pochi giorni fa.Il mio augurio è che la gente comune comprenda questo importantissimo monito del Papa, non interpretandolo come fanno i suoi detrattori come una ingerenza. La Chiesa su questi temi morali ha piena competenza, come anche sancisce l’articolo 7 della costituzione, e la vera vergogna è che sia solo la voce della Chiesa a levarsi in difesa della vita e della famiglia.

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