Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite. G.K.C.

Archivi del mese: agosto 2019

«L’uomo da sempre si pone domande sulla sua origine, sul significato della sua vita e sul suo destino. In questa sua sete di conoscenza vanno distinti due ambiti, quello della religione e quello della scienza, che attengono rispettivamente alla fede e alla ragione.

Vorrei brevemente porre l’attenzione sul verbo “distinguere”. Religione e scienza non vanno fuse, come se fossero un’unica cosa e neppure separate come se fossero cose completamente incomunicabili fra loro. Esse sono distinte, cioè indagano la realtà da due punti di vista diversi, con metodi diversi. In particolare la religione risponde alle domande che riguardano il senso della vita, il significato dell’esistenza, il perché delle cose, mentre la scienza si occupa di capire il meccanismo della realtà visibile, il come delle cose.

In tal senso rimane insuperata la lezione del cardinale Cesare Baronio il quale ha affermato che la Bibbia ci insegna come si va in cielo e non come va il cielo. Il celebre porporato intendeva dire che le verità della bibbia ci indicano la strada per incontrare Dio (verità di senso), ma non ci possono illuminare su aspetti dell’astronomia o della natura (verità scientifiche). Il contributo del porporato si inseriva nel dibattito fra i sostenitori della teoria geocentrica e quelli della teoria eliocentrica, ma per analogia ha validità anche per il discorso che stiamo affrontando.

Realtà distinte dunque che tuttavia non possono mai giungere a una completa opposizione poiché, come insegna la Costituzione Dogmatica Dei Filius del Concilio Vaticano I «non vi potrà mai essere vera divergenza tra fede e ragione: poiché lo stesso Dio che rivela i misteri e comunica la fede, ha anche deposto nello spirito umano il lume della ragione, questo Dio non potrebbe negare se stesso». Alla luce di questo possiamo dire che i risultati a cui giunge la scienza entrano in armonico dialogo con le riflessioni della teologia.

Fatte tutte queste necessarie premesse, dobbiamo ancora ricordare che a proposito dell’origine dell’universo e dell’uomo la bibbia ci offre due racconti della Creazione diversi fra loro. Semplificando al massimo il discorso, nel primo racconto l’uomo e la donna vengono creati per ultimi contemporaneamente dalla Parola di Dio, mentre nel secondo racconto viene creato prima l’uomo e poi, dalla costola di questi, la donna. Non dobbiamo meravigliarci di ciò perché, come abbiamo detto, la bibbia non ci fornisce una “verità materiale” ma un orizzonte di senso. Per lo stesso motivo, fra l’altro, possiamo dire che esistono 4 vangeli e non uno solo.

Alla luce di tutto quello che abbiamo detto possiamo affermare che il credente afferma che tutto (l’essere umano e l’intero universo) in ultima analisi dipende dal disegno intelligente e pieno d’amore di Dio, il “come” tutto questo sia potuto accadere rimane un discorso aperto, nella consapevolezza che, anche quando la scienza avesse spiegato tutto quello che c’è da spiegare, rimarrebbe comunque insoluta la domanda sul senso di tutto quello che esiste, perché in questo campo spetta a un’altra disciplina indagare».

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