Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite. G.K.C.

Archivi del mese: luglio 2009

I media hanno dato in questi giorni ampio spazio al 40esimo anniversario dello sbarco sulla luna (20 luglio 1969). Fra i tanti che seguirono lo straordinario evento anche il Papa Paolo VI a voler indicare la costante attenzione della Chiesa al mondo scientifico e in particolare all’astronomia (per quanto riguarda il passato, a titolo di esempio possiamo ricordare Gregorio XIII riformò il calendario giuliano e proprio da lui prende il nome di calendario gregoriano, oppure il Padre gesuita Secchi catalogò nel XIX secolo più di 4000 stelle). Ecco le parole di Paolo VI: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini del buon volere! Noi, umili rappresentanti di quel Cristo, che, venendo fra noi dagli abissi della divinità, ha fatto echeggiare nel firmamento questa voce beata, oggi vi facciamo eco, ripetendola come inno di festa da parte di tutto il nostro globo terrestre, non più invalicabile confine dell’umana esistenza, ma soglia aperta all’ampiezza di spazi sconfinati e di nuovi destini.” Gli astronauti vennero in seguito ricevuti dal pontefice che donò loro le statuine dei re magi, i quali seguendo la stella trovarono Gesù.

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Sono passati ormai alcuni anni dalla riforma dell’Università voluta dall’allora ministro Moratti. La principale novità introdotta è stata quella del cosiddetto 3+2. Come al solito abbiamo voluto copiare modelli stranieri i quali, va detto, nei loro paesi funzionano benissimo. All’estero il 3+2 è stato così concepito: gli studenti che vogliono avere un’istruzione universitaria di base possono fare i tre anni e ottenere al termine di questo percorso un diploma che li abiliti al lavoro (essendo un triennio istituzionale, cioè di preparazione generale, spesso non necessita neppure di una tesi), se desiderano poi specializzarsi hanno la possibilità di scegliere un indirizzo specialistico appunto per il quale è necessaria una tesi. E qui in Italia? 3+2 vuol dire che gli studenti debbono preparare due tesi di laurea, mentre prima della riforma ne bastava una e comunque col diploma triennale non possono farci praticamente niente…. Per cui 3+2=0!

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