Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite. G.K.C.

Archivi del mese: novembre 2008

Cari amici con oggi, prima domenica di Avvento, inizia il periodo di preparazione al Natale. Sono tempi duri per questa festa tanto cara ai cristiani: ad Oxford il Natale è stato abolito e rimpiazzato da una neutra “Festa della Luce”, pare inoltre che il 30% dei bambini inglesi, a seguito di numerose iniziative di questo tenore, ignori per quale motivo a Natale si faccia festa!! Noi cristiani allora più che lamentarci e scandalizzarci della secolarizzazione (=scristianizzazione) che avanza dovremmo inventarci qualche rimedio. Una utile iniziativa potrebbe essere questa: attaccare oltre ai soliti addobbi le figure che compaiono sull’albero genealogico di Gesù: Iesse il Betlemmita mentre dorme, il Re Davide con la corona e l’arpa, il Re Salomone con la corona e il libro dei Proverbi, la Vergine Maria con la veste bianca e celeste e la corona di 12 stelle e Gesù col mantello blu e rosso e il nimbo cruciforme. Tale rappresentazione è nota nell’arte come “Albero di Iesse” e se ne può guardare un esempio sul mio sito:

http://www.nicolarosetti1979.it/images/immagini%20antico%20testamento/i51.jpg

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10 righe fra le “notizie brevi” in tredicesima pagina: ecco quanto ha dedicato il quotidiano “Il Messaggero” alla tragica morte di un neonato soffocato e gettato in un sacchetto dalla madre rumena a Lecce. Se un fatto così tragico ha così poca risonanza, possiamo dire, senza paura di essere smentiti, che la vita per qualcuno non vale più niente. Stiamo però pur certi che se a morire fosse stato un delfino o una foca monaca allora avremmo trovato un titolo a caratteri cubitali in prima pagina…

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Una scuola spagnola, a seguito di una sentenza del tribunale, è stata costretta a rimuovere i crocefissi dalle proprie aule. A mio avviso gli studenti cattolici dovrebbero entrare in classe con un bel crocefisso al collo: sarebbe interessante sapere se qualche tribunale, dopo avere espulso questo simbolo cristiano dalla sfera pubblica, si adopererà per rimuoverlo dalla vita privata ledendo così il principio della libertà religiosa. Si inizia oscurando i simboli religiosi e si finisce per perseguitare le persone, basta ricordare quello che hanno fatto i rivoluzionari francesi o i regimi comunisti.

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Il Dalai Lama viene spesso definito il massimo “leader spirituale” della religione buddista. In realtà egli è anche un sovrano politico e temporale essendo il capo del governo tibetano in esilio. I mezzi di informazione e gli intellettuali spendono sempre buone parole in favore dell’indipendenza del Tibet dalla Cina riconoscendo implicitamente il principio che un leader religioso può essere veramente libero solo se non è soggetto ad alcuna autorità temporale. Ma  proviamo a fare un gioco: sostituiamo a Dalai Lama e Tibet le parole Papa e Città del Vaticano e vedrete che il principio, chissà perché, non vale più! Troverete gli stessi mezzi di informazione e intellettuali di prima vomitare ogni genere di improperia sull’inopportunità di mantenere insieme potere temporale e religioso!!!

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