Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite. G.K.C.

Archivi del mese: marzo 2008

Ridiamo e guardiamo come superstiziosi quei medievali che attorno all’anno mille si aspettavano la fine del  mondo ma non ci rendiamo conto di essere molto simili a questi nostri antenati: non ci facciamo forse un po’ troppo suggestionare da quei “profeti di sventura” di chiaro colore verde che ogni giorno ci annunciano imminenti catastrofi naturali dovute al surriscaldamento globale? Per fortuna io ho smesso da un po’ di tempo di credere a certe cose da quando mi sono ricordato che da bambino lessi su una rivista scientifica che parecchie città dell’Adriatico sarebbero state ricoperte dalle acque a causa dello scioglimento dei ghiacciai… potete constatare che nulla di queste previsioni si è avverato e certe previsioni, come qualcuno ha notato, più che scientifiche sembrano essere una sorta di nuovo millenarismo.

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In questo periodo dell’anno nel quale festeggiamo la Resurrezione di Gesù vorrei condividere con voi un pensiero. Durante le mie lezioni mi sono reso conto che i bambini hanno ben chiaro il concetto che l’anima vive oltre la morte, manca loro invece, perché noi non glielo abbiamo ben spiegato, il concetto della resurrezione della carne. A ben vedere è proprio quest’ultimo concetto la grande novità del cristianesimo: all’immortalità dell’anima erano già giunti i greci… è solo col cristianesimo che si afferma la speranza di riappropriarsi del proprio corpo in un futuro. Dio ci promette la resurrezione della carne perché la nostra nostra anima senza il corpo sarebbe un’entità monca… è il corpo che ci identifica e ci distingue da ogni altro essere umano ed è questo corpo che risorgerà alla fine dei tempi… accadrà a noi quello che è accaduto a Gesù: come Gesù è risorto col suo corpo, anche noi risorgeremo con la nostra carne. E’ proprio per questo che la scrittura chiama Gesù il primogenito di una moltitudine di fratelli (Rom 8,29). Alla luce di questa riflessione annunciamo sempre ai nostri bambini,e più in generale a ogni uomo del nostro tempo, non solo l’immortalità dell’anima ma anche e soprattutto la resurrezione della carne.

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La notizia di una moratoria contro l’aborto ha suscitato polemiche tanto quanto il plauso per la moratoria contro la pena di morte. Desta ragionevole preoccupazione vedere che si difende a spada tratta la vita colpevole (e giustamente visto che la vita è semprela vita) e ci si scaglia così ferocemente contro lavita innocente. Duole anche sentir chiamare “conquista di civiltà” quella legge che di fatto legalizza l’omicidio di piccole vite: anche se nessuno lo dice l’aborto è la prima causa di morte nel nostro paese. Si dimostrano infine ridicoli quei politici, sedicenti apostoli di democrazia e dialogo, che al solo sentire parlare di modifiche della legge sull’aborto levano il grido: “Giù le mani dalla 194″… in fin dei conti la 194 è una legge umana… per quale motivo non si può rivederla o migliorarla?

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